Oggi, quando tutti scrivono, di un altro libro di memorie forse non si sentiva il bisogno. Ma questo “schizzo, letterariamente colto”, come lo ha definito Pasquale Hamel nella sua postfazione, è qualcosa di più di una memoria.
In un ormai remoto scorcio della seconda guerra mondiale l’intreccio del piccolo mondo di una bambina con vicende drammatiche e complesse ha il sapore di un vissuto forte e singolare. Un’infanzia vissuta nell’Italia degli anni ’43-’45 è come la quinta di un palcoscenico da cui osservare gli aspetti di una realtà che ancora ci tocca e che non possiamo dimenticare.
Antonietta Sammartano non ha dimenticato. Quegli eventi che con la sua famiglia ha vissuto, quasi in prima fila, le sono ancora tutti presenti, rappresentati ora con il distacco della lontananza, ora con l’emozione dell’eco che hanno lasciato.
E’ un’emozione che, in qualche modo, non ci lascia. Non è un caso se anche quest’anno l’Archivio dei Diari di Pieve S.Stefano, ha attribuito il suo prestigioso premio a Magda Ceccarelli De Grada per un diario degli anni ’43-’45.
In Campo San Polo 2024 vita e storia si intrecciano come accade nell’esistere di tutti, in questo caso con la levità di una scrittura essenziale e autentica.
Diarista d’onore, Premio Pieve - Banca ToscanaPieve S. Stefano, 14 settembre 2008
Antonietta Sammartano, vive a Roma., dove ha insegnato nei licei classici.Come studiosa e ricercatrice si occupa da tempo di Teatro di Figura.

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