13 marzo 2010
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"Tra noi due sono io quello  
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Berlusconi, a Napolitano

Giudiziaria

Mafia, maxisequestro di documenti in casa Ciancimino

Tre scatoloni colmi di carte, atti, manoscritti e ritagli di giornali appartenuti a Vito Ciancimino sono stati sequestrati in casa della vedova Epifania Silvia Scardino.

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Ciancimino jr chiama in causa ancora Dell'Utri

Nuovi documenti di Vito Ciancimino, redatti di "suo pugno", secondo le parole del figlio Massimo, chiamano in causa il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri.

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Rinviati a giudizio due dirigenti del Conservatorio Scontrino di Trapani

La direttrice del Conservatorio di musica "Scontrino", Lea Pavarini ed il direttore amministrativo dell'Istituto, Angelo Gambino, sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di peculato dal gup Massimo Corleo.

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Assolto in appello il gommista Giuseppe Casano

E' stato assolto in appello il 63enne gommista marsalese Giuseppe Casano, processato con l'accusa di essere stato il mandante di un atto intimidatorio commesso ai danni dell'officina di un suo ex dipendente, Walter Bondice, che gli aveva intentato causa civile davanti al giudice del lavoro.

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Bruno Contrada rimane agli arresti domicliari

Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo, su conforme richiesta del Procuratore Generale, ha concesso a Bruno CONTRADA, ex Dirigente Generale della Polizia di Stato, un ulteriore proroga della detenzione domiciliare per mesi nove fissando la prossima udienza per il riesame per il 26/10/2010.

Il Tribunale (Presidente Dott. Alberto Bellet e a latere il Magistrato di Sorveglianza Dott. Nicola Mazzamuto) ha accolto la tesi dell’Avv. Giuseppe Lipera, difensore di Bruno CONTRADA, dichiarando nella parte motiva del provvedimento “esclusa l’attualità della pericolosità sociale del Contrada”.

Il Tribunale nell’ordinanza concessiva della proroga della detenzione doniciliare, preso atto delle varie note della Questura di Palermo (16/11-27/12 del 2007 a firma del Questore Caruso e 24/8/2009 a firma del Questore Marangoni) nonché della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo (a firma del Dott. Antonio Ingroia) e della Direzione Nazionale Antimafia (a firma del Dott. Pietro Grasso) ha ritenuto che “assemblati in un quadro sintetico tali addendi del giudizio convergono nella direzione univoca di un profilo di cessata pericolosità sociale del condannato”; in particolare quanto alla nota della DDA di “valutazione della sussistenza di una misura residuale di tale pericolosità, pur scemata NON TROVA GIUSTIFICAZIONE SE NON NELL’IMPROPONIBILE ARGOMENTO EX DELICTO”.

Ha ribadito, altresì, il Tribunale che “la ricostruzione accusatoria non contestabile in altra sede giudiziaria se non in quella della revisione del giudicato”.

L’Avv. Giuseppe Lipera ha così commentato: “Apprendo con estrema soddisfazione la motivazione complessa ed articolata, sia in fatto che in diritto, che ha emesso il Tribunale di Sorveglianza di Palermo, al di là dei meri profili di carattere formale, anche perché convinto che l’animo nobile del Dottor Bruno Contrada né trarrà conforto. Spero che sia l’inizio di una nuova stagione di verità e di giustizia. Adesso aspettiamo che la Corte di Appello di Caltanissetta si determini a dichiarare ammissibile l’istanza di revisione del processo".

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